lunedì 11 ottobre 2010

La questione Christopher Nolan

Pochi giorni fa sono stata al cinema a vedere Inception. Finalmente. Erano mesi che aspettavo che uscisse anche in Italia, il trailer mi aveva incuriosita moltissimo.
È già da un po' che penso che Christopher Nolan abbia un talento particolare. Quando, quattro anni fa, andai al cinema a vedere The Prestige, ricordo che, a film concluso, rimasi paralizzata sul mio posto a sedere, con gli occhi ancora sbarrati per la sorpresa finale. Decisa a farmi una cultura sul regista, poco tempo dopo guardai Batman Begins, che inizialmente non mi aveva incuriosita più di tanto, più che altro perché mi sentivo un po' annoiata dalle decine di film sui supereroi dei fumetti che, già da un po' di anni a questa parte, tendono a spopolare alla grande. Invece rimasi sorpresa: il Batman di Nolan era diverso dagli altri supereroi cinematografici. Il regista aveva scelto di approfondire moltissimo l'introspezione psicologica del personaggio, raccontandone la storia, la disperazione, le paure. Ora, devo dire che io non ho letto i fumetti di Batman, e tra l'altro ricordo poco gli altri film che ne erano stati tratti (di Tim Burton e Joel Schumacher, se ben ricordo). Però ho visto i film di Spiderman, degli X-Men e dei Fantastici 4 (su quest'ultimo preferisco stendere un velo), e in nessuno di essi ho trovato una cura così minuziosa per l'atmosfera, per la caratterizzazione dei personaggi e per gli intrecci psicologici come in Batman Begins.
Torniamo ad Inception. Credevate fosse l'ennesimo filmetto d'azione? Vi sbagliavate. È una pellicola stupefacente, che unisce una trama appassionante, personaggi curatissimi e la complicata lotta esistenziale del protagonista ad un'atmosfera paranormale, effetti speciali da paura e ad interessantissimi studi sul sogno (senza parlare del fantastico cast). L'amica con cui sono stata al cinema, a film concluso, si è girata verso di me e, con espressione scioccata, mi ha detto «mi sembra di aver corso 20 kilometri...!». È così: il film dura circa 2 ore e 40 minuti, ma durante la visione il tempo passa in modo del tutto particolare. Non si riesce a staccare gli occhi dallo schermo, con la sensazione di vivere un viaggio ai confini dello spazio-tempo; viaggio che si vive al secondo: un paio di minuti possono sembrare un tempo infinito o appena sufficiente, a seconda di quello che il regista vuol farci credere.
È in questo che Christopher Nolan è davvero bravo, a mio parere; nel farci credere quello che lui vuole che crediamo. E la cosa vale anche per quando sceglie di farci stare in bilico tra due posizioni, come succede in The Prestige: difficile scegliere da che parte schierarsi.
Due giorni fa, poi, ho finalmente visto anche Il Cavaliere oscuro, seguito di Batman Begins. Non c'è molto da aggiungere a tutto quello che ho detto fin'ora: anche qui si vive l'atmosfera "à la Nolan", dark ma non troppo, misteriosa e intrigante, ricca di dubbi e diverbi psicologici.
La capacità di crearsi uno "stampo", una serie di caratteristiche filmiche che fungono da firma, riuscendo però a non stancare mai il pubblico, è a mio parere l'abilità che contraddistingue il buon regista. Può darsi che Christopher Nolan sia destinato a diventare uno dei grandi registi della nostra generazione?

domenica 26 settembre 2010

Post-Laurea

Inizio finalmente a scrivere su questo blog nel disperato tentativo di mettere ordine nelle mie idee.

Arrivo qui da voi fresca fresca dal conseguimento della mia laurea triennale: neanche una settimana fa ho tenuto un breve discorsetto a tre docenti, in un'aula con un pianoforte a mezza coda, e prima che potessi davvero rendermene conto sono diventata dottoressa in arti visive e dello spettacolo. Le riflessioni, i dubbi, i momenti di disperazione e le varie situazioni che hanno preceduto questo evento felice sono temi che non verranno trattati in questo post. In questo momento devo dire di sentirmi ancora troppo sollevata per l'aver concluso questa parte della mia vita per potermi abbandonare a ricordi "dolorosi".
Quello di cui voglio parlare è la sensazione nuova (più o meno) che comincia ad avvolgermi in questi giorni di spaventosa libertà. Dopo ormai anni e anni di giornate vissute per inerzia, senza quasi accorgermi del passare del tempo, sento il bisogno di chiarezza e organizzazione. Con questo non voglio dire qualcosa tipo «Ho sempre vissuto senza farmi domande, adesso è ora che metta la testa a posto»; non è questo il mio caso. Il mio caso è quello di una quasi ventiduenne con un sacco d'interessi coltivati male, in parte, appunto, perché così numerosi, in parte a causa della mia invincibile pigrizia, che pressappoco dalla prima superiore è andata in un crescendo sempre più vertiginoso. Forse perché, invece di spendere energie a combatterla, mi sembrava molto più facile cadere nell'umido clima di apatia che sembra avvolgere questa generazione.

Ecco perché sono qui, dunque. Scrivere mi piace, mi è sempre piaciuto, e sembra aiutarmi a mettere ordine nella mia testa; il che è esattamente quello che sto cercando. Confesso che l'idea di tenere un blog mi spaventa un po', soprattutto perché so già che sarà una sfida alla mia incostanza. Tanto meglio: una cosa in più da sistemare.

Questo blog tratterà gli argomenti più vari: quello che mi piace, quello che faccio, quello che penso.
Spero tanto che il mio egoista desiderio d'ordine porti un qualche beneficio d'interesse anche ad eventuali lettori :)

mercoledì 14 aprile 2010

Opening!

Ho come l'impressione che aprire un blog senza saper bene cosa farne non porti a niente di buono.